Mitopoietica
Il festival Mitopoietica nasce nel 2022, con alle spalle il covid, la narrazione no-vax e la grande confusione a cui avevamo assistito in tutto quel periodo. Sentivamo come professionisti della comunicazione, giornalisti e insegnanti, la necessità di dare un contributo alla riflessione, in un momento di grande difficoltà ad accedere a informazioni precise e corrette. Contestualmente nacque l’idea di sviluppare un progetto analogo nelle scuole, con una lingua e un metodo che potesse essere adatto alle aule. Nasce così il primo manuale “La fabbrica del dubbio” pubblicato con Blonk editore, partner storico del progetto, sviluppato da due giornalisti e da due insegnanti: un manuale con la competenza dei giornalisti ma scritto nella lingua della scuola, dotato anche di schede operative, utili a sviluppare delle attività in classe.
Mitopoietica è un’associazione di promozione sociale nata nel 2022 si occupa di indagare la complessa relazione tra cittadini e media e promuove iniziative culturali ed educative sul tema.
Il modello
A seguito della prima edizione del festival e della buona partecipazione delle classi, abbiamo reso operativo un ciclo vitale del progetto:
- Presentazione degli elaborati degli studenti del ciclo precedente nella giornata dedicata, alla presenza di insegnanti e dei nuovi studenti che lavoreranno alla Fabbrica
- Premiazione degli elaborati
- Rilancio delle attività formative in aula
- Sviluppo degli elaborati
- Presentazione e premiazione agli studenti del ciclo successivo
Gli studenti ingaggiati nel progetto vengono coinvolti in alcuni workshop in aula tenuti da professionisti, che li indirizzano rispetto alle tecnicalità necessarie per sviluppare prodotti informativi. Gli studenti, insieme agli insegnanti sviluppano il loro prodotto, hanno a disposizione alcune ore di mentoring in remoto, in modo da poter gestire in itinere lo sviluppo dei loro prodotti, e consegnano entro l’anno scolastico i materiali.
Il festival 2025: di cosa parleremo
Racconti di un certo genere: a cosa crediamo, a chi crediamo, perché ci piace farci raccontare le storie?Proveremo, facendoci aiutare da chi è competente nei vari campi: insegnamento, giornalismo, divulgazione, a rispondere ad alcune domande su genere, razza, nazione, giustizia, costituzione, intelligenza artificiale, algoritmi, videogiochi e politica.
Temi che hanno tutti un unico comune denominatore: il racconto che polarizza le opinioni e accende le tifoserie e che necessità di essere “messo a terra” alla ricerca di quegli elementi dialettici (e didattici) che consentono alla cittadinanza di costruire un’opinione informata distante dalle tifoserie.Siamo in un’epoca complessa, dove le tensioni geopolitiche si sono riaccese e dove alcune certezze sembrano venire meno e alcuni temi che sembravano chiusi nelle pieghe della storia tornano di attualità. È bene affrontare questa contemporaneità con consapevolezza e preparazione: persone consapevoli sono l’obiettivo da perseguire.
Focus: il racconto che ci sovrasta
I rivolgimenti politici, le neo narrazioni, le guerre che si avvicinano mettono fortemente in discussione molti assunti che erano dati per scontati: l’assetto internazionale, gli equilibri geopolitici, le relazioni tra gli stati, le relazioni tra la politica e l’industria.Si accende un dibattito sempre più intenso sulla relazione tra cittadini e cittadine e i media, un rapporto controverso che va indagato e normato con grande attenzione.Questo focus ci permette di fare il punto su un elemento di estrema attualità che raccoglie esigenze intergenerazionali e chiede spazi di riflessione.Come da tradizione cercheremo di costruire un insieme di proposte che possa contemperare l’esigenza di raggiungere ampie fasce di popolazione costruendo momenti dedicati su gruppi specifici, armonizzando gli aspetti più tecnici con quelli divulgativi e ludici.Per riuscire ad essere maggiormente incisivi nella nostra proposta culturale abbiamo deciso di variare il format del festival diffondendolo in città e offrendo in più momenti, di riflessioneResta il periodo di fine ottobre per poter raggiungere agevolmente le scolaresche, non ancora nel vivo dell’attività didattica. La scelta di diluire gli interventi è per rendere maggiormente fruibile alla cittadinanza la ricca offerta che abbiamo previsto anche per quest’anno.
I temi
Viviamo in un mondo estremamente polarizzato, dove le opinioni diventano rapidamente divisive e il “tifo” per questa o quella posizione finisce per inquinare il dibattito. Come nello stile del nostro festival intendiamo indagare i temi che in questa fase storica fanno discutere cercando di superare le dicotomie alla ricerca di una sintesi, almeno nelle forme comunicative. Cerchiamo di offrire dei punti di vista metodologicamente compiuti e ricchi per consentire alla platea di costruire un’opinione informata.
1 - Il genere è una clava, una questione che divide (et impera) ma di cosa stiamo parlando?
2 - La cultura primigenia, la razza, la nazione, tornano in discussione questioni che sembravano superate da un racconto ampio. Cosa sta succedendo, come possiamo comprendere questa vicenda?
3 - Giustizia, Costituzione, Unione Europea. Ne sentiamo parlare, ma quanto ne sappiamo davvero e quanto tutto questo ci riguarda da vicino?
4 - Algoritmi, intelligenza artificiale, ma anche app per allenamento e diete bilanciate: quanto siamo rimasti padroni del nostro tempo e della nostra vita?
5 - Videogiochi e ambienti immersivi, sono un problema? Un’opportunità? Ci dobbiamo difendere o li dobbiamo solo capire?